Distacco dagli impianti condominiali. Quanta confusione.

Distacco dagli impianti condominiali. Quanta confusione.

30 Novembre 2017 Senza categoria 0

Uno degli aspetti sicuramente interessanti della c.d. “Riforma del Condominio”, L. 220/12, è dato dalla possibilità, concessa dal nuovo quarto comma dell’art. 1118 c.c., per il singolo condòmino, di distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento e di condizionamento. Il testo dell’articolo citato così recita: “Il condòmino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condòmini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”.

Come spesso accade, tuttavia, anche una norma all’apparenza chiara come quella testé descritta, una volta al vaglio della Magistratura, assume contorni applicativi vaghi e schizofrenici con buona pace del quieto vivere condominiale.

Esempi lampanti della confusione che regna in seno alla Corte di Cassazione sul punto sono due recenti Ordinanze emesse a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Ci stiamo riferendo ai provvedimenti n. 11970 del 12 maggio 2017 e 12580 del 18 maggio dello stesso anno. La prima Ordinanza, intervenendo sul tema dei costi che deve comunque sostenere il proprietario che si distacchi dall’impianto comune così decide: “In tema di condominio negli edifici, è nulla la clausola del regolamento che, in ipotesi di legittimo distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato – perché operato senza pregiudicarne il funzionamento – ponga, a carico del condòmino distaccatosi, l’obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, in quanto il regolamento costituisce un contratto atipico, meritevole di tutela solo in presenza di un interesse generale dell’ordinamento, mentre una clausola siffatta, oltre a vanificare il principale ed auspicato beneficio che il condomino mira a perseguire distaccandosi dall’impianto comune, si pone in contrasto con l’intento del legislatore di correlare il pagamento delle spese di riscaldamento all’effettivo consumo, come emergente dagli artt. 1118, comma 4, c.c. (nel testo successivo alla novella apportata dalla l. n. 220 del 2012), 26, comma 5, della l. n. 10 del 1991 e 9, comma 5, del d.lgs. n. 102 del 2014″ (grassetto nostro). Il secondo arresto, invece, così dispone in un caso identico: “In tema di condominio negli edifici, è valida la clausola del regolamento contrattuale che, in ipotesi di rinuncia o distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, ponga, a carico del condòmino rinunciante o distaccatosi, l’obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, potendo i condòmini regolare, mediante convenzione espressa, adottata all’unanimità, il contenuto dei loro diritti ed obblighi e, dunque, ferma l’indisponibilità del diritto al distacco, suddividere le spese relative all’impianto anche in deroga agli artt. 1123 e 1118 c.c., a ciò non ostando alcun vincolo pubblicistico di distribuzione di tali oneri condominiali dettato dall’esigenza dell’uso razionale delle risorse energetiche e del miglioramento delle condizioni di compatibilità ambientale” (grassetto nostro).

Come si può vedere, le due decisioni stabiliscono principi diametralmente opposti in ordine alla validità di una clausola regolamentare relativa all’obbligo, vigente in capo al singolo proprietario distaccatosi, di provvedere al pagamento non solo delle spese di conservazione dell’impianto ma, addirittura, di quelle d’uso. A parere di chi scrive sembrerebbe più corretta l’interpretazione fornita dall’Ordinanza n. 11970 poiché tesa, con tutta evidenza, a garantire effettività al diritto al distacco sotto il profilo del risparmio per le finanze del condòmino. Infatti, come ribadito anche da ultimo dalla Suprema Corte con la Sentenza n. 28616 del 29 novembre 2017 (in particolare sul distacco dall’impianto idrico comune), se è chiaro il dovere del proprietario distaccatosi di contribuire alle spese di manutenzione dell’impianto centralizzato, non appare altrettanto ovvio che gli vengano imputati anche dei contributi per l’uso. Si spera, quindi, che tale contrasto venga ricomposto dalle Sezioni Unite.

 

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