Il Condominio è consumatore

Il Condominio è consumatore

22 Ottobre 2017 Senza categoria 0

Ormai da tempo si è consolidato, in Giurisprudenza, il filone che considera il Condominio alla stregua di un consumatore nei rapporti che esso instauri con un professionista. Tale principio di diritto è stato di recente ribadito dal Tribunale di Ravenna con un’interessante sentenza del 27/09/2017. Il Giudice, accogliendo l’opposizione a Decreto ingiuntivo avanzata dal Condominio nei confronti di una società fornitrice, ha confermato l’inderogabilità del c.d. “foro del consumatore” di cui all’art. 33 co. 2 lett. U) del T.U. del Consumo. Di conseguenza, il professionista avrebbe dovuto richiedere l’emissione del provvedimento monitorio al Giudice nella cui circoscrizione ha sede il Condominio debitore e non al diverso Tribunale ubicato nella circoscrizione che ospita la sede del creditore.

Lasciando da parte le importanti conseguenze che la qualifica di consumatore porta con sé in termini di accentuata protezione del contraente debole in sede contrattuale, limitando il nostro discorso al caso, peraltro non infrequente, del recupero dei crediti vantati dal professionista (avvocati inclusi) nei confronti del Condominio, bisognerà, quindi, porre particolare attenzione al luogo in cui il debitore ha la propria residenza (intesa, secondo la Giurisprudenza, quale dimora abituale) o domicilio elettivo. Se tale verifica è abbastanza agevole quando si parla di persone fisiche, il discorso può cambiare nel caso del Condominio-consumatore. Occorre, infatti, tenere sempre ben presente che il Condominio è sprovvisto di una sede legale. Conseguentemente, il domicilio dell’Ente coincide con lo studio dell’Amministratore pro tempore. Da ciò discende che: “nel caso in cui lo stabile condominiale e lo studio dell’amministratore pro tempore fossero collocati in due diverse circoscrizioni di Tribunale, per la determinazione del Giudice competente occorrerà far riferimento al domicilio dell’amministratore e non al luogo ove lo stabile è collocato” (cfr. Tribunale Ivrea Sentenza 8 gennaio 2016, n. 21). Tale evenienza è tutt’altro che rara nel caso dei c.d. “Condomini estivi” ovvero quei complessi composti per lo più da case vacanza. Infatti, accade spesso che gli Amministratori siano società o persone fisiche aventi il proprio ufficio in località tutt’affatto differenti rispetto al luogo in cui è ubicato il complesso immobiliare gestito.

E’ importante notare come il c.d. “foro del consumatore” venga in rilievo esclusivamente nelle controversie insorgenti tra il Condominio e soggetti terzi, primi fra tutti i fornitori, in quanto tali estranei alla compagine dei comproprietari. Viceversa, le cause “interne” seguiranno sempre le regole di competenza territoriale legate all’ubicazione degli immobili.

Un’ultima importante notazione riguarda la prova della qualifica di consumatore esistente in capo al Condominio. Il Tribunale ravennate chiarisce che, pur essendo astrattamente possibile una prova contraria offerta dal creditore, tale dimostrazione non può essere data neppure provando – tabelle millesimali alla mano – una prevalenza di soggetti professionali all’interno del gruppo dei proprietari. Infatti, il principio cardine alla base del conferimento della qualifica di consumatore risiede nel fatto che l’Amministratore del Condominio agisca, nel momento in cui stipula contratti di utenza o manutenzione per conto dei condomini, per scopi estranei all’attività professionale degli stessi.

 

 

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