Condòmino moroso: chi paga le spese legali?

Condòmino moroso: chi paga le spese legali?

6 Ottobre 2017 Senza categoria 0

E’ fenomeno assolutamente comune nella vita condominiale il fatto che alcuni proprietari siano morosi. L’ Amministratore, in ottemperanza a ben precisi obblighi di legge, deve procedere al recupero del credito anche attraverso l’ausilio di un legale. Normalmente, il procuratore del Condominio provvederà ad inviare una diffida al moroso onde ottenere il pagamento degli oneri dovuti. La domanda che dobbiamo porci è la seguente: chi paga le spese dell’intervento di recupero stragiudiziale del credito? Per dare una riposta al presente interrogativo, dobbiamo partire dal dato codicistico. La norma di riferimento è l’art. 1223 c.c. secondo cui tutti i condòmini sono obbligati a partecipare alle spese per la conservazione e la gestione delle cose comuni in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione. La norma in parola ha carattere dispositivo (….salvo diversa convenzione) per cui i criteri di ripartizione “standard” – ovverosia basati sulle tabelle millesimali –  possono essere modificati dal Regolamento contrattuale o da Delibere assembleari addottate all’unanimità. Per facilità di esposizione, noi ci occuperemo del caso in cui tali deviazioni non siano presenti. La spesa per l’intervento del legale, avendo carattere comune poiché affrontata dal Condominio nell’interesse generale dei condòmini, qualora non sia stata pagata spontaneamente dal moroso, andrà ripartita secondo il criterio generale previsto dal primo comma dell’art. 1223 c.c., in base dunque a uno stretto criterio di proporzionalità. Eventuali Delibere che accollassero i costi del sollecito direttamente ai proprietari morosi sarebbero, pertanto, affette da nullità. In sostanza, il Condominio non può farsi “giustizia da solo” e “condannare” il moroso al risarcimento del danno economico subìto a seguito dell’inadempimento degli obblighi di contribuzione. Tale conclusione sembrerebbe alquanto ingiusta nei confronti dei proprietari in regola con il pagamento degli oneri, i quali sarebbero direttamente incisi dall’aggravio dei costi sostenuti pro quota. Ed infatti, la soluzione indicata dalla Giurisprudenza va analizzata con attenzione. Nel caso in cui il moroso non paghi neppure a seguito della ricezione del sollecito da parte del legale, il Condominio potrà (rectius dovrà) richiedere l’emissione di un Decreto ingiuntivo nei suoi confronti. In quella sede, potranno essere richieste (dietro il deposito di regolare fattura) anche le spese relative al tentativo di recupero stragiudiziale del credito. Infatti, con l’emissione del provvedimento monitorio, l’addebito sarà il risultato della valutazione operata dal Giudice e non più di un’iniziativa unilaterale del Condominio. In conclusione, quindi, si può affermare che se l’Amministratore decide di limitare il recupero del credito al solo tentativo stragiudiziale, le spese legali dovranno essere divise sulla base delle tabelle millesimali e graveranno anche su condòmini “virtuosi”. Al contrario, in caso di recupero giudiziale del credito, anche i costi del sollecito dovranno essere rimborsati dal moroso.

 

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