L’Amministratore e l’obbligo di aggiornamento

L’Amministratore e l’obbligo di aggiornamento

5 Ottobre 2017 Senza categoria 0

Il ruolo dell’Amministratore del Condominio, soprattutto a seguito della riforma del 2012, ha assunto sempre più caratteri di professionalità. Tale cambiamento di impostazione trova la propria ratio nella necessità di adeguare le conoscenze del professionista alle molteplici problematiche che la gestione di un complesso immobiliare comporta. I requisiti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività di Amministratore li troviamo elencati all’art. 71 bis disp. att. c.c. Per quanto di interesse in questa sede, la lettera g) della citata disposizione stabilisce che il Manager condominiale abbia frequentato un corso di formazione iniziale ed abbia svolto attività di formazione periodica in materia di amministrazione. Proprio con riguardo a tale attività di aggiornamento, il D.M. 13 agosto 2014, n. 140, pubblicato sulla G.U. n. 222 del 24 settembre 2014, ha fissato la relativa regolamentazione. Nello specifico, il 2° comma dell’articolo 5 del decreto prevede che gli obblighi formativi di aggiornamento, della durata di 15 ore, abbiano una cadenza annuale. Il 5° comma stabilisce che sia il corso di formazione iniziale che quello di aggiornamento possano essere svolti anche in via telematica, salvo che per l’esame finale che deve svolgersi in presenza nella sede individuata dal responsabile scientifico. Di particolare rilevanza, ai fini della validità temporale dell’aggiornamento periodico, è il rispetto del termine annuale entro cui il singolo professionista deve munirsi dell’attestato di proficua partecipazione al corso di formazione. Atteso che il Decreto è entrato in vigore il 9 ottobre 2014 senza che il Legislatore facesse alcun cenno al collegamento tra l’obbligo annuale di formazione e l’anno civile, è ormai pacifico che l’Amministratore debba munirsi del titolo entro il 9 ottobre di ogni anno. Sul punto occorre fare molta attenzione. Infatti, ad esempio, l’attestato conseguito entro il prossimo 9 ottobre non sanerà l’eventuale carenza pregressa ma dispiegherà la propria efficacia abilitante solo per l’anno a venire. Quindi, l’Amministratore, attualmente in carica, che ne fosse sprovvisto alla data del 9 ottobre 2016 vedrebbe inficiata da nullità la propria nomina. E’ quanto affermato da un recente provvedimento del Tribunale di Padova ( sentenza 24 marzo 2017, n. 818). I Giudici hanno altresì stabilito che la declaratoria di nullità della deliberazione di nomina porti con se automaticamente la revoca del professionista. Come appena visto, la scarsa attenzione all’obbligo di formazione può comportare gravi conseguenze per l’Amministratore anche sotto il profilo del risarcimento del danno arrecato al Condominio. I condòmini, dall’altro lato, devono porre grande cura nella scelta del professionista a cui affidare la gestione dello stabile e richiedere sempre, all’atto della nomina o della consegna dei preventivi, che venga fornita anche tutta la documentazione attestante l’avvenuto positivo superamento della verifica formativa annuale. L’autocertificazione del possesso dei requisiti, pur possibile, di solito viene inserita come formula di stile nei preventivi o nelle dichiarazioni di accettazione della nomina e, molte volte, nonostante le conseguenze anche penali collegate alle false attestazioni, non corrisponde alla realtà. Conviene, dunque, attivarsi per verificare in concreto quale sia la reale situazione. Non bisogna infine dimenticare che, in caso di “resistenza” da parte dell’Amministrazione alla richiesta di accesso agli atti (effettuabile in ogni tempo da parte del singolo proprietario), è sempre possibile richiedere ed ottenere un ordine di esibizione d’urgenza da parte del Giudice.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *